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il bansuri

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Questa è la mia pagina in Etsy, su cui potete farvi un'idea sul prezzo dei bansuri.

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DIDATTICA

Tampura e tabla

Qui puoi scaricare i tampura di accompagnamento, con o senza tabla.

Tampura SOL

Tampura SOL+tabla

59Mb

73MB

Tampura LA

Tampura LA+tabla

58Mb

72Mb

Tampura FA

Tampura FA+tabla

70Mb

72Mb

Tampura MI

Tampura MI+tabla

60Mb

73Mb

Tampura DO

Tampura DO+tabla

27Mb

55Mb

 

 


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Come nasce

Come potete vedere dalle foto le canne di bamboo le raccolgo personalmente, le seleziono e le lascio stagionare alcuni anni fino a quando sono pronte per trasformarsi in bellissimi strumenti musicali che riempiranno la vostra vita di un suono unico nel suo genere.

Come nasce

Questo strumento è costruito da una semplice canna di bambù che, accuratamente lavorata e intonata, permette al musicista di suonare bellissime melodie con un'estensione cromatica di circa tre ottave. La costruzione di un bansuri è il perfetto esempio di come un capolavoro artistico non sia solo completato aggiungendo ciò che manca, ma eliminando ciò che è in eccesso. Anche il più semplice flauto è costruito sottraendo dalla canna spazio per i fori, i quali riflettono la circonferenza vuota del bambù. Vuoto più vuoto uguale a flauto, il vuoto risonante.
Considerando la semplicità della sua struttura, gli effetti musicali e le complessità emozionali possibili sono rese ancora più interessanti. Descritto come suono eterico, soave, angelico ma anche cupo e triste, esso riflette una sensazione di nostalgia innata nell'anima umana.

Per costruire uno strumento di qualità bisogna iniziare da un segmento di bambù con le seguenti caratteristiche: il cilindro deve essere diritto e senza nodi, di circonferenza esatta, non ovale, di uno spessore di circa 2 o 3 millimetri e, fattore importantissimo, il bambù deve essere stato raccolto a giusta maturazione, cioè quando la luna calante dei mesi freddi invernali ha rallentato il flusso di linfa attraverso la pianta. Se la pianta è stata tagliata durante il periodo di forte crescita il segmento, una volta essiccata la linfa, sarà leggero e pieno di microscopici spazi fra le fibre, poroso, fragile con povere qualità acustiche. Se invece è stato raccolto a giusta maturazione la fibra sarà compatta come quella del più duro dei legni e la risonanza sarà ottimale.

Anche il terreno e la sua esposizione al sole o all'ombra avranno grande influenza sul suono del flauto. Una pianta cresciuta in un terreno molto umido crescerà velocemente e le sue fibre saranno piene di acqua, viceversa un boschetto su un terreno asciutto produrrà molto più lentamente canne con fibra molto dura e compatta con ottime qualità acustiche. Il bambù prima della trasformazione, deve essere stagionato per almeno 5 anni dopo la raccolta. Questo va fatto in un locale ventilato e all'ombra per evitare crepe piegature e deformazioni. Durante questo periodo i tarli rappresentano il pericolo più grave essi sono molto ghiotti della linfa zuccherina presente nella pianta e possono in breve tempo danneggiare irreparabilmente il raccolto.

È probabile che i nostri antenati, scoprirono il flauto agli albori della storia ascoltando il sibilo che il vento produce attraversando gli spazi del bambù rosicchiato da insetti. Incuriositi iniziarono essi stessi a forare le canne ed a usare le dita per produrre suoni armoniosi.

Anche per noi poco o nulla è cambiato, continuiamo a praticare le stesse tecniche, affascinati come allora dal magico risultato.

ForoIl metodo di costruzione è pressoché rimasto invariato, esso consiste nell'arroventare una bacchetta di metallo nel fuoco e di bruciare via un foro nel posto giusto. Dopo essere stati bucati a caldo, i fori devono essere allargati molto accuratamente con piccoli cilindri di carta vetro fino a trovare la nota desiderata. Questa è la fase più importante e richiede molto tempo. Il flauto va suonato e finemente intonato un poco alla volta e come ogni serio musicista ben sa, non si finisce mai di intonare. Una strettissima relazione esiste fra tutti i sei fori delle dita, se si sbaglia un foro bisogna correggere tutti gli altri. Si può solo cambiare la nota in crescendo, perché stringere un foro sbagliato con cera o altri collanti non risulta mai un lavoro sicuro nel tempo. A circa mezzo centimetro dall'imboccatura il flauto è chiuso da un tappo di sughero che regola l'intonazione delle tre ottave. Le due estremità del flauto vengono poi legate con un robusto filo sottile, o chiuse da un anello di metallo per proteggerle da possibili fratture causate da urti o da improvvisi cambiamenti di temperatura. Per migliorare il suono, e per proteggere lo strumento da crepe causate da temperature troppo secche, il flauto viene periodicamente oliato al suo interno con olio di semi di senape. È molto semplice costruire un bansuri grossolanamente intonato ma è difficilissimo creare uno strumento perfetto perché due canne, anche se cresciute nello stesso canneto, non sono mai uguali. Non è quindi sufficiente replicare le posizioni dei fori; ogni pezzo ha le sue peculiarità e difficoltà da affrontare.

Successivamente, una più accurata intonazione si ottiene limando il foro. Va osservata una stretta correlazione fra diametro, spessore e lunghezza della canna. Un flauto dal diametro largo produce un ottimo suono nell'ottava bassa ma lascia molto a desiderare nell'ottava superiore; un cilindro stretto è invece più debole nel registro basso ma produce note nelle ottave superiori più chiare ed intonate.

Il bambù prima della trasformazione, deve essere stagionato per almeno 5 anni dopo la raccolta. Questo va fatto in un locale ventilato e all'ombra per evitare crepe, piegature e deformazioni. Durante questo periodo i tarli rappresentano il pericolo più grave. Essi sono molto ghiotti della linfa zuccherina presente nella pianta e possono in breve tempo danneggiare irreparabilmente il raccolto.

Solo nei paesi di clima tropicale è possibile la crescita di specie adatte alla costruzione di bansuri, nei nostri climi gli internodi per proteggersi dal gelo crescono troppo corti e sono adatti solo per ottavini.

Nella tradizione musicale dell'India del nord il miglior bambù in assoluto per bansuri viene raccolto in Assam, uno stato confinante con la Birmania.

Qualità meno pregiate ma altrettanto valide, crescono in Bihar e nel Bengala. Anche in altre regioni tropicali della terra crescono tuttavia ottime varietà. Io ho personalmente raccolto bambù in Giappone del Sud, nelle Hawaii e nelle foreste del Guatemala con ottimi risultati.

 

Introduzione alla ritmica

Introduzione alla ritmica

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La storia

La storia

Il flauto di bambù è da tempi immemorabili parte integrale della cultura indiana. Essendo lo strumento scelto da Lord Krishna, è molto comune nelle case e nei luoghi pubblici indiani trovare l’immagine di questa sorridente divinità intenta a suonare il bansuri. Il bansuri (dal Sanscrito bans-bambù e sur-melodia), è uno strumento antichissimo. Esso viene descritto nei Veda, è raffigurato in numerosi bassorilievi di molti templi ed è dipinto su testi buddhisti vecchi di oltre 2000 anni.

 Il bansuri sta riscuotendo grande successo sia in India che in Occidente. E’ stato certamente il flautista Pandit Pannalal Ghosh(1911-1960), a valorizzarlo e a renderlo popolare nella seconda metà del secolo scorso. Prima di Pandit Pannalal Ghosh, il bansuri era un flauto di piccole dimensioni suonato da monaci erranti, da pastori e menestrelli. Era usato per accompagnare danze e per musica popolare, ma poco considerato nella musica classica delle corti.

Nei nostri giorni, il più importante rappresentante del bansuri è Pandit Hari Prasad Chaurasia, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo per il suo grande virtuosismo, e per la sua collaborazione a progetti musicali con orchestre classiche e nella World Music. Egli è un esponente della Seni Gharana in quanto discepolo della figlia di Baba Allauddin Khan, Annapurna Devi. Pandit Hari Prasad Chaurasia nacque in una famiglia di non musicisti. Iniziò lo studio da adolescente dopo avere sentito un concerto di bansuri alla radio. Egli ha continuato le innovazioni cominciate da Pannalal Ghosh sviluppando molto la tecnica dello staccato nelle variazioni del "Jhala", nei velocissimi "Tihai", e nel "Sawal Jawab", un interloquio fra lo strumento e le tabla a velocità crescente. Alcuni anni fa, dopo una lezione, mi disse, "Praticavo giorno e notte perché sapevo che quella era l’unica via per uscire dalla mediocrità".

 Con i radicali cambiamenti del mondo moderno, la musica indiana è diventata più facilmente accessibile e lo studio non è più solamente relegato ai pochi fortunati membri del "Gharana". Scuole e grandi maestri, ora insegnano raga che erano fino a poco tempo fa gioielli di famiglia gelosamente custoditi. Libri e registrazioni danno accesso a tantissimo materiale che prima richiedeva anni per essere assimilato. Questo cambiamento è per alcuni recepito come una perdita di identità tradizionale, per altri è invece vissuto come un'espansione della conoscenza. Ricordo vivamente le parole del mio Maestro, Ustad Ali Akbar Khan, "Questa musica non è da museo, ma è viva, e in costante evoluzione".

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