USTAD ALI AKBAR KHAN

  

Ustad Ali Akbar Khan

Ustad Ali Akbar Khan (14 April 1922 – 18 June 2009)

"Per noi, come famiglia,
la musica è come il cibo: quando ne hai bisogno,
non è necessario spiegarne il motivo,
poiché essa è basilare alla vita"

La musica classica dell'India settentrionale è una musica elevante e straordinaria, esistente da migliaia di anni. Ali Akbar Khan è stato uno dei più grandi musicisti di musica classica indiana dei nostri giorni: considerato "tesoro nazionale vivente" in India, è ammirato dai musicisti orientali come da quelli occidentali, grazie alle sue brillanti composizioni e alla sua maestria nel suonare il sarod (un bellissimo strumento indiano a 25 corde). Il fu violinista Lord Yehudi Menuhin definì Ali Akbar Khan "un assoluto genio, ... il più grande musicista al mondo", e molti lo hanno considerato "il J.S.Bach indiano".

 La famiglia di Ustad Ali Akbar Khan traccia il suo gharana (tradizione ancestrale) a Mian Tansen, un genio musicale e musicista alla corte dell’imperatore Akbar, nel XVI secolo. Padma Vibhusan Acharya Allauddin Khan, padre di Ali Akbar Khan, è stato riconosciuto come la più grande figura della musica dell’India settentrionale del XX secolo.

 Ali Akbar Khan (Khansahib), nato nel 1922 in Bangladesh, cominciò i suoi studi in materia musicale all’età di tre anni: studiò canto da suo padre ed i tamburi da suo zio, Fakir Aftabuddin. Suonò anche altri strumenti, ma suo padre decise poi che il giovane Ali Akbar avrebbe dovuto concentrarsi sul sarod e sul canto. Per oltre vent’anni, suonò e praticò diciotto ore al giorno; dopo di che, Allauddin Khan insegnò al figlio fino alla sua morte (avvenuta a cento e più anni) lasciandogli un’enorme ricchezza di materiale. Dalla morte del padre, nel 1972, Khansahib ha continuato la tradizione paterna della Sri Baba Allauddin Seni Gharana di Maihar e Rampur.

 Ali Akbar Khan diede il suo primo concerto all’età di 13 anni. A vent’anni fece la sua prima registrazione per l’etichetta HMV e l’anno dopo divenne musicista alla corte del Maharaja di Jodhpur, restandovi per circa sette anni, fino alla morte prematura del Maharaja. Lo stato di Jodhpur gli conferì il suo primo titolo, quello di Ustad, ossia Maestro. Molti anni dopo, nel 1993, ricevette il titolo di Hathi Saropao e Dowari Tajeem durante il Giubileo d’Oro del palazzo di Jodhpur.

 Nel 1955, su richiesta di Lord Menuhin, Ali akbar Khan visitò per la prima volta gli stai Uniti e diede un concerto senza precedenti al Museo d’Arte Moderna di New York. Sempre negli Stati Uniti, incise la prima registrazione LP di musica classica indiana in Occidente, e grazie anche al suo concerto, il primo di musica classica indiana sullo schermo, nella trasmissione “Allistair Cooke’s Omnibus”, gettò le basi all’ondata di popolarità della musica indiana negli anni ’60.

 Khansahib fondò, nel 1956, l’Ali Akbar College of Music a Calcutta. In seguito, riconoscendo l’interesse e l’abilità degli studenti occidentali, cominciò ad insegnare in America (1965). L’anno seguente fondò un altro Ali Akbar College of music in Marin County, California.

 Nel corso della sua lunga carriera, Ali Akbar Khan ha composto e registrato le colonne sonore di numerosi film: ha composto estensivamente in India, cominciando con "Aandhiyan" di Chetan Anand (1953), poi con la colonna sonora per "House Holder" di Ivory/Merchant, di "Khudita Pashan" per il quale vinse il riconoscimento di “miglior musicista dell’anno”, di "Devi" di Satyajit Ray, e in America, de “Il Piccolo Buddha” di Bernardo Bertolucci.

 Il 1997 è stata una data importante per Ali Akbar Khan. In febbraio era il secondo, dopo Satyajit Ray, a ricevere l’”Asian Paints Shiromani Award – Hall of Fame”; ad aprile celebrava il suo 75esimo compleanno, e due mesi dopo il 30esimo anniversario dell’Ali Akbar College of Music; ad agosto l’ambasciata indiana negli Stati Uniti chiedeva a Khansahib di suonare alle Nazioni Unite di New York ed al Kennedy Center di Washington DC; entrambi i concerti erano per celebrare il 50esimo anno d’indipendenza dell’India; a settembre, Ali Akbar Khan riceveva il prestigioso “National Heritage Fellowship” dal National Endowment for the Arts, presentatogli dalla signora Hilary Clinton nel corso di una cerimonia alla Casa Bianca.

 Quando Ali Akbar Khan ricevette, ad un’età relativamente giovane, il titolo di Ustad, suo padre aveva riso, ma anni dopo, ormai centenario, disse al figlio: “Sono così soddisfatto del tuo lavoro nella musica che farò una cosa molto rara: come tuo Guru e Padre, ti dò il titolo di Swara Samrat (Imperatore della melodia)”. Khansahib si sentì estremamente fortunato ed onorato per aver ricevuto questa benedizione da suo padre, dalla madre e dallo zio.

 ATTIVITÀ DI PRESERVAZIONE

 Ali Akbar Khan e la sua famiglia, in particolare suo padre Sri Baba Allauddin khansahib, hanno creato una vastissima raccolta di musica Indiana scritta, registrata e tramandata oralmente, seguendo quella che è la tradizione del Sri Baba Allauddin Seni Gharana di Rampur e Maihar. Il 14 giugno 1994 viene creata la Fondazione Ali Akbar Khan, con lo scopo di finanziare l’Istituto Baba Allauddin, una biblioteca e un archivio dove vengono preservati e pubblicati questi materiali per le future generazioni. Qui le registrazioni più vecchie vengono copiate su nuovi dischi, in modo da essere certi di non perdere questo patrimonio musicale unico.

 Un tempo in India non vi era alcun documento scritto di musica, solo le parole delle canzoni. Solo dopo aver imparato il sistema di scrittura musicale occidentale, quand’era ancora giovane, Baba Allauddin Khan iniziò a creare i primi scritti di musica classica indiana. Il suo spirito innovativo lo portò anche a comporre musica orchestrale in raga classici con armonie, una cosa mai vista in India.

 Correntemente l’Istituto sta scansionando e stampando copie di oltre cento libri di composizioni di Baba Allauddin Khan, rinvenute nella sua abitazione in Maihar, mentre Smt. Sisirkana Dhar Choudhury (uno dei discepoli più anziani di Khansahib) li trascrive, cataloga e traduce in inglese. Mary, la moglie di Ali Akbar Khan, i suoi figli Alam e Manik, e la sua segretaria Karuna Davy, stanno tutti lavorando a questi archivi. Questo solo progetto ha a che fare con oltre 10.000 composizioni dal XVI al XX secolo, 360 diversi esercizi per canto e strumento, composizioni tradizionali e di Baba Allauddin nello stile Tantrakaru, canzoni in stile Dhrupad, vecchi Taranas, e una grande varietà di talas (cicli ritmici). Tutto materiale piuttosto raro, molto del quale in uno stato di continua deteriorazione fisica: sono quindi necessari urgenti finanziamenti, se si vuole che l'Istituto abbia successo nella sua missione, quella di conservare questa musica per le generazioni future.

Un altro progetto, ugualmente estensivo, sta nel preservare e trascrivere le registrazioni delle lezioni di Ali Akbar Khan presso il suo college musicale dove ha insegnato per 33 anni.

 Nel 2000 nasce il progetto di rimodellare ed espandere l’Ali Akbar Khan di San Rafael, California, in modo da comprendere uno spazio concerti maggiore, una biblioteca multimediale e un archivio, uffici ed aule per le lezioni.

SCRITTI DI ALI AKBAR KHAN

Educazione e musica - Ali Akbar Khan

Educazione e musica
- di Ali Akbar Khan

9e679bcaLa musica del Nord dell’India è una musica molto, molto antica. Risale a milioni e milioni di anni fa, quando fu creato l’Universo.
Sono migliaia e migliaia di anni che è diventata popolare ed è conosciuta ovunque. Non è solo la musica Indiana, ma è la musica dell’Universo. Il linguaggio di Dio.
Questo tipo di musica non è affatto musica nata per l’intrattenimento, anche se, naturalmente, può essere utilizzata in molti modi. Questa musica è un vero e proprio nutrimento per la mente e per il cervello, per il cuore e per l’anima. Attraverso di essa tu potrai amare i tuoi amici, i vicini di casa, la tua famiglia e tutte le cose e le creature del mondo.
Se i bambini cominciano ad ascoltare questa musica quando ancora sono nel grembo materno, in essi si svilupperanno pace e armonia e anche le funzioni cerebrali. Nei tempi passati non c’erano molte comodità come registratori, cassette o filmati, ma oggi è molto facile trovare riproduzioni, dischi e anche registratori per poter suonare buona musica per i bambini, durante i loro giochi o mentre si preparano per andare dormire. Non c’è bisogno di dire loro che devono ascoltare: osserva solamente l’effetto che questa musica avrà su di loro.
Nel passato, in tempi molto lontani, attraverso la musica e attraverso i Raga, i dottori curavano la gente. Ancora fino a 200 anni fa un dottore sarebbe venuto presso il malato a visitarlo, toccarlo, prendere il polso e fare una diagnosi, per poi curare il paziente, non con prodotti chimici, ma con tisane a base di erbe e cantando e suonando musica. E il malato avrebbe ascoltato; nessuna operazione sarebbe più stata necessaria. Il suono di questa musica curava veramente.
Questo tipo di musica utilizza dodici note (naturali, diesis o aumentate, bemolle o diminuite) combinate con 22 microtoni. Vi sono delle melodie specifiche per le ore della giornata, come i raga del mattino, del pomeriggio della sera o della tarda notte. La musica è basata sul ciclo delle 24 ore. Per esempio non canterai alla sera una melodia del mattino.
La musica è una meditazione. Io credo che sia la via più facile per incontrare Dio. Molte persone fanno uso di droghe o alcool, ma se tu impari la via corretta ti saranno necessari solo pochi istanti per entrare in uno stato di meditazione.
I toni del raga cambiano seguendo il movimento dalla terra, ma anche in relazione alla tua mente, al corpo e all’anima. Ogni ora e ogni giorno la musica cambia; ogni minuto e ogni secondo il ritmo cambia. Anche quando tu stesso ascolti o canti una melodia per una o due ore, essa è in continua trasformazione. Il cambiamento è continuo e ti porta lontano, sempre più lontano. Cambia il ritmo, cambia anche la melodia. L’intera struttura evolve nel corso delle 24 ore. Vi sono anche molti raga per le diverse stagioni. In India noi abbiamo sei stagioni: Grishya (estate calda), Garsa (i monsoni); Shrata (un periodo di transizione), Hemantha (autunno), Sheetha (inverno) e Basanta (primavera). Un raga deve avere almeno cinque, sei o sette note. Inoltre vi sono scale ascendenti e scale discendenti. La melodia è contenuta all’interno del raga. La tua anima entra in risonanza con questa melodia e risponde. Il tala è il ciclo ritmico, l’ornamento. Ci sono 360 differenti ritmi. Il ritmo del tuo corpo risuona con il tala. Tutti i ritmi derivano dai tuoi nervi.
La musica è suono e quando tu vuoi vuoi fare musica non devi esercitare i tuoi occhi, ma le tue orecchie. Ed è per questo motivo che se tu cominci con i bambini mettendo davanti ai loro occhi le note scritte, loro prenderanno la cosa “a rovescio”, la rifiuteranno e il tuo intento sarà compromesso. Per questo io non penso che sia una buona idea mettere davanti agli occhi dei bambini delle note musicali scritte. Un insegnante può invece fare molto di più, può prendere una tazza e degli oggetti metallici e produrre con questi alcune note. Può suonare delle note per i bambini e dire loro: “bene e ora prendi questa nota”.
Io cominciai a studiare musica all’età di tre anni. Mio padre non mi ha mai realmente forzato a sedermi e prendere uno strumento. Ma forse per un minuto o forse solo per pochi secondi egli suonava una nota e diceva: “Bene, ora dimmi questo, di’ questa parola, fai un suono come questo”. Quando i bambini hanno solo tre anni tu devi osservarli per un momento, catturare la loro attenzione magari solamente pochi secondi, ma ogni giorno devi fare questo. Quando crescono, a cinque o sette anni, potrai farli cantare o suonare per cinque o dieci minuti, ma non far loro scrivere nulla. Canteranno e ti seguiranno e poi suoneranno quello che vogliono, senza nessuna imposizione.
Come per il cibo, essi sentiranno fame e desiderio della musica. La musica è come il cibo: ogni volta che senti fame, vai in cucina a cercare qualcosa da mangiare. Ogni volta che lo desideri devi ascoltare della musica. Se i genitori desiderano che il bambino diventi un musicista, il modo migliore è quello di cercare un maestro per almeno 10-12 anni. Il bambino potrà provare diversi strumenti mentre è ancora giovane e poi sceglierà, o il suo maestro potrà scegliere per lui, se è un buon maestro.
La musica può portare infinite cose di grande utilità. Esattamente come qualcuno che voglia diventare un buon ingegnere o un dottore. Vi sono moltissimi ritmi che daranno una grande gioia, così i bambini potranno studiare con gioia, e non con l’atteggiamento coercitivo tipo: “devi farlo”. In questo modo acquisiranno forza ed energia.
Molte persone tuttavia non riescono a pensare alla musica e alla melodia in questo modo e preferiscono altri tipi di strutture musicali come le percussioni o la danza. 
Dunque in un certo modo i genitori possono decidere che tipo di bambino desiderano, anche prima che la donna rimanga incinta. Il giorno del concepimento è un giorno particolarmente importante. Tutto quello che la madre farà nei successivi dodici mesi influenzerà il bambino; sarà come se il bambino ricevesse delle immagini. Non sarà solo la musica che lo influenzerà; ma quando lei parlerà con gli amici o con suo marito o quando lei guarderà dei quadri nella sua casa, tutto influenzerà e nutrirà il bambino”.

(Tratto da un’intervista con Jean Millay)

Musica come "cibo per l'anima"

Musica come "cibo per l'anima": lo Yoga del suono

di Ali Akbar Khan

In India si usa dire che vi siano due tipi di musica: la musica come intrattenimento e la musica come “cibo per l’anima”, come dice il maestro Ali Akbar Khansahib.

La musica come intrattenimento è bella, ma lo yoga del suono è musica in grado di calmare il corpo e lo spirito e di aprire la strada ad una nuova conoscenza di se stessi e del proprio rapporto con la vita.
In India la musica, in quanto yoga, è considerata una delle vie della conoscenza e dell’esperienza di Dio. La pratica della musica come yoga si focalizza su intonazione, ripetizione, concentrazione e meditazione.

Intonazione
Tanto con la voce quanto con uno strumento l’intonazione è un mezzo potente. Non si tratta solamente di accordare uno strumento, ma di intonare la mente; renderla calma e pulita. Ciò richiede tempo, perseveranza, concentrazione e un luogo tranquillo. Se possibile bisogna eliminare i rumori; spegnere il computer, le lampade fluorescenti, il ticchettio degli orologi e cose simili. Il miglior posto per praticare è totalmente silenzioso, ma per la maggior parte delle persone questa è la cosa più difficile da trovare. Proprio per questo motivo in India si utilizza uno strumento come bordone, il tanpura. Non solo infatti il tanpura ci dà la tonica, ma copre anche i rumori della quotidianità. Mentre suoniamo cercando l’intonazione, il luogo nel quale siamo diventa un tempio del suono, un santuario separato dal mondo esterno.

Ripetizione
Sia che si reciti un mantra sia che si ripeta un’ Ave Maria, il ripetere dona calma e concentrazione della mente. Nella musica lo stesso risultato si ottiene attraverso la ripetizione di scale ed esercizi. Chi vuole praticare la musica, cominci lentamente, rilassato, respirando in maniera regolare e riducendo al minimo i pensieri. Praticando molti esercizi i muscoli mantengono una sorta di memoria di essi stessi e gradualmente le scale e gli schemi sembrano suonare da soli. Noi possiamo smettere di pensare dove mettere le dita, per concentrarci solamente sul suono in sé. Può essere che la musica diventi il mantra. Durante questo percorso alcuni pensieri ritorneranno, “salteranno” in mente. Quando questo succede abbiamo la possiblità di scegliere: scacciar via i pensieri oppure pensarli, rifletterci sopra per poi lasciarli andare via. La pratica musicale porterà un tempo per riflettere sulle cose e un tempo per essere liberi da qualsiasi pensiero e rilassare la mente.

Disciplina
Il corpo e la mente vengono allenati. Questa di per sé è una buona ragione per dedicarvi del tempo. Facendo esercizio coordinazione, concentrazione, memoria, pazienza si rinforzeranno e la capacità di resistere è una buona cosa. “O lo utilizzi o lo perdi”. Questa è una delle ragioni perché la pratica musicale è buona per tutte le età e a qualsiasi livello di profitto. La pratica della musica è anche un’arte. Essa implica uno sforzo creativo.Non c’è letteralmente fine a ciò che si può raggiungere. Con la pratica gli esercizi sono suonati musicalmente e si trasformano da sé in musica.

Meditazione
Il corpo di chi pratica, sia egli seduto o in piedi, è in posizione rilassata, con la colonna vertebrale dritta; il respiro è profondo e regolare e la mente libera da pensieri. Quella vocina nella nostra testa deve essere zittita. La musica può essere anche una religione. Fare qualcosa ripetutamente, fare in modo che diventi parte della propria vita, significa dedicarvisi religiosamente. La pratica dello yoga della musica dovrebbe preferibilmente essere fatta da soli. Stare insieme agli altri è una grande esperienza, un’opportunità unica per imparare e anche per divertirsi. Inoltre è un modo per alimentare la creatività ed è una parte necessaria dell’apprendimento della musica. Tuttavia praticare da soli ci porta più vicino al suono e alla percezione dei suoi effetti. L’aspetto spirituale della musica indiana è l’alap. L’alap sei tu stesso, il tuo strumento, il suono. L’alap viene suonato senza accompagnamento ritmico. Il solo altro strumento presente, sempre che ci sia, è un bordone. Solo dopo aver praticato possiamo condividere con gli altri i risultati della nostra pratica. E questo diventa una celebrazione della vita e dello studio.


tappeto01aCari amici, eccovi un bellissimo articolo del professor George Ruckert.
Si tratta di un'accurata descrizione del mio maestro Usatad Ali Akbar Khan che spiega molte cose sulla sua scuola e metodo d'insegnamento e come vi è arrivato il materiale e le composizioni che studiamo assieme
Con la speranza di farvi cosa gradita vi saluto.

Lorenzo

http://sitardivin.globat.com/seminar2013/023GerogeRuckert.pdf