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COME NASCE

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Come nasce

Come nasce

Questo strumento è costruito da una semplice canna di bambù che, accuratamente lavorata e intonata, permette al musicista di suonare bellissime melodie con un'estensione cromatica di circa tre ottave. La costruzione di un bansuri è il perfetto esempio di come un capolavoro artistico non sia solo completato aggiungendo ciò che manca, ma eliminando ciò che è in eccesso. Anche il più semplice flauto è costruito sottraendo dalla canna spazio per i fori, i quali riflettono la circonferenza vuota del bambù. Vuoto più vuoto uguale a flauto, il vuoto risonante.
Considerando la semplicità della sua struttura, gli effetti musicali e le complessità emozionali possibili sono rese ancora più interessanti. Descritto come suono eterico, soave, angelico ma anche cupo e triste, esso riflette una sensazione di nostalgia innata nell'anima umana.

Per costruire uno strumento di qualità bisogna iniziare da un segmento di bambù con le seguenti caratteristiche: il cilindro deve essere diritto e senza nodi, di circonferenza esatta, non ovale, di uno spessore di circa 2 o 3 millimetri e, fattore importantissimo, il bambù deve essere stato raccolto a giusta maturazione, cioè quando la luna calante dei mesi freddi invernali ha rallentato il flusso di linfa attraverso la pianta. Se la pianta è stata tagliata durante il periodo di forte crescita il segmento, una volta essiccata la linfa, sarà leggero e pieno di microscopici spazi fra le fibre, poroso, fragile con povere qualità acustiche. Se invece è stato raccolto a giusta maturazione la fibra sarà compatta come quella del più duro dei legni e la risonanza sarà ottimale.

Anche il terreno e la sua esposizione al sole o all'ombra avranno grande influenza sul suono del flauto. Una pianta cresciuta in un terreno molto umido crescerà velocemente e le sue fibre saranno piene di acqua, viceversa un boschetto su un terreno asciutto produrrà molto più lentamente canne con fibra molto dura e compatta con ottime qualità acustiche. Il bambù prima della trasformazione, deve essere stagionato per almeno 5 anni dopo la raccolta. Questo va fatto in un locale ventilato e all'ombra per evitare crepe piegature e deformazioni. Durante questo periodo i tarli rappresentano il pericolo più grave essi sono molto ghiotti della linfa zuccherina presente nella pianta e possono in breve tempo danneggiare irreparabilmente il raccolto.

È probabile che i nostri antenati, scoprirono il flauto agli albori della storia ascoltando il sibilo che il vento produce attraversando gli spazi del bambù rosicchiato da insetti. Incuriositi iniziarono essi stessi a forare le canne ed a usare le dita per produrre suoni armoniosi.

Anche per noi poco o nulla è cambiato, continuiamo a praticare le stesse tecniche, affascinati come allora dal magico risultato.

ForoIl metodo di costruzione è pressoché rimasto invariato, esso consiste nell'arroventare una bacchetta di metallo nel fuoco e di bruciare via un foro nel posto giusto. Dopo essere stati bucati a caldo, i fori devono essere allargati molto accuratamente con piccoli cilindri di carta vetro fino a trovare la nota desiderata. Questa è la fase più importante e richiede molto tempo. Il flauto va suonato e finemente intonato un poco alla volta e come ogni serio musicista ben sa, non si finisce mai di intonare. Una strettissima relazione esiste fra tutti i sei fori delle dita, se si sbaglia un foro bisogna correggere tutti gli altri. Si può solo cambiare la nota in crescendo, perché stringere un foro sbagliato con cera o altri collanti non risulta mai un lavoro sicuro nel tempo. A circa mezzo centimetro dall'imboccatura il flauto è chiuso da un tappo di sughero che regola l'intonazione delle tre ottave. Le due estremità del flauto vengono poi legate con un robusto filo sottile, o chiuse da un anello di metallo per proteggerle da possibili fratture causate da urti o da improvvisi cambiamenti di temperatura. Per migliorare il suono, e per proteggere lo strumento da crepe causate da temperature troppo secche, il flauto viene periodicamente oliato al suo interno con olio di semi di senape. È molto semplice costruire un bansuri grossolanamente intonato ma è difficilissimo creare uno strumento perfetto perché due canne, anche se cresciute nello stesso canneto, non sono mai uguali. Non è quindi sufficiente replicare le posizioni dei fori; ogni pezzo ha le sue peculiarità e difficoltà da affrontare.

Successivamente, una più accurata intonazione si ottiene limando il foro. Va osservata una stretta correlazione fra diametro, spessore e lunghezza della canna. Un flauto dal diametro largo produce un ottimo suono nell'ottava bassa ma lascia molto a desiderare nell'ottava superiore; un cilindro stretto è invece più debole nel registro basso ma produce note nelle ottave superiori più chiare ed intonate.

Il bambù prima della trasformazione, deve essere stagionato per almeno 5 anni dopo la raccolta. Questo va fatto in un locale ventilato e all'ombra per evitare crepe, piegature e deformazioni. Durante questo periodo i tarli rappresentano il pericolo più grave. Essi sono molto ghiotti della linfa zuccherina presente nella pianta e possono in breve tempo danneggiare irreparabilmente il raccolto.

Solo nei paesi di clima tropicale è possibile la crescita di specie adatte alla costruzione di bansuri, nei nostri climi gli internodi per proteggersi dal gelo crescono troppo corti e sono adatti solo per ottavini.

Nella tradizione musicale dell'India del nord il miglior bambù in assoluto per bansuri viene raccolto in Assam, uno stato confinante con la Birmania.

Qualità meno pregiate ma altrettanto valide, crescono in Bihar e nel Bengala. Anche in altre regioni tropicali della terra crescono tuttavia ottime varietà. Io ho personalmente raccolto bambù in Giappone del Sud, nelle Hawaii e nelle foreste del Guatemala con ottimi risultati.